Trande e Venturelli (Pd): “Modena sostenga la campagna contro le false cooperative”

 

Depositato in Consiglio a Modena un Ordine del giorno, promosso dal Gruppo Pd e firmato anche dai consiglieri di Sel e Per me Modena, che chiede all’Amministrazione comunale di sostenere la campagna di Alleanza cooperative italiane per il contrasto al preoccupante fenomeno delle coop spurie. Le motivazioni dell’iniziativa nella dichiarazione del capogruppo Pd Paolo Trande e della consigliera Federica Venturelli, prima firmataria del documento:

“Evasione fiscale e contributiva, buste paga ritoccate, applicazione di contratti pirata, ma anche vere e proprie forse di estorsione con richieste di denaro in cambio di un posto di lavoro, senza che quel contributo sia rendicontato come quota sociale di adesione. Sono queste alcune delle più gravi irregolarità addebitabili alle cosiddette coop spurie, aziende che non rispettando alcun tipo di regola, danneggiano chi invece opera nella legalità, inquinando il mercato e favorendo l’infiltrazione della criminalità organizzata. Un fenomeno che in Italia tocca settori centrali dell’economia come l’agroalimentare e quello della lavorazione delle carni, ma anche l’edilizia e le infrastrutture, così come la logistica e il facchinaggio, l’autotrasporto e l’attività di assistenza sociale. Dopo un primo Odg sul tema, approvato all’unanimità dal Consiglio comunale il 9 aprile scorso e il recente invito giunto dalla segreteria provinciale del Pd modenese, abbiamo ritenuto opportuno tornare ad occuparci del fenomeno, presentando un secondo documento, firmato anche dai consiglieri di Sel e Per me Modena, per chiedere all’Amministrazione modenese di sostenere attivamente la campagna “Stop False cooperative. Le imprese cooperative per un’economia pulita” promossa dall’Alleanza delle Cooperative italiane, il cui obiettivo è la raccolta, entro il 6 novembre, delle 50.000 firme necessarie alla presentazione al Parlamento italiano di un progetto di legge di iniziativa popolare per il contrasto di questo fenomeno, in nome di una maggiore correttezza e trasparenza in un settore chiave per lo sviluppo del paese. Tra gli obiettivi della proposta di legge ricordiamo innanzitutto una severa lotta alle gare al massimo ribasso e alle infiltrazioni mafiose attraverso una più stringente applicazione del Protocollo di legalità già sottoscritto con il Ministero dell’Interno e il rafforzamento della partecipazione dei soci ai processi decisionali della cooperativa. Inoltre si chiede la definizione di un programma di revisioni, in via prioritaria, per tutte quelle cooperative che non siano state sottoposte da tempo a revisioni o ispezioni, così come per le aziende appartenenti ai settori più a rischio. Conseguentemente prevista da un lato la cancellazione dall’Albo delle Cooperative e la conseguente perdita della qualifica di cooperativa per quelle imprese che non siano state sottoposte alle revisioni, mentre dall’altro, per contrastare il fenomeno di attività che chiudono nel giro di pochi mesi accumulando debiti nei confronti dell’Erario, vengono prescritti tempi più stretti per le comunicazioni con l’Agenzia delle Entrate. Infine anche la creazione di una cabina di regia al Mise che coordini i soggetti chiamati a vigilare sulle cooperative evitando sovrapposizioni e duplicazioni di adempimenti.”